martedì 28 agosto 2007

In Ticino scrivere fuori della scuola

L'esperienza dello scrivere . e dello scrivere a scuola ,rappresentaun momento importante nelle attività del giovane studente,con riflessi diretti sulla sua personalità,cone di recente ha messo in evidenza l' Indagine P.I.S.A. del 2003- 2006,anche per gli studenti svizzeri.
Scrivere fuori dai banchi

L'happening dei giovani che scrivono partecipando ad un concorso annuale per studenti delle scuole secondarie è senz'altro un'esperienza linguistica e culturale interessante ed efficace per la diffusione e la valorizzazione della lingua italiana in Ticino ed in Svizzera.
L'happening, che si svolge ogni anno a Lugano durante il mese di maggio (quest'anno la 9 edizione avrà luogo dall'8 all'11 maggio) è divenuto, assieme alle manifestazioni collaterali organizzate dal Comune della stessa città, per centinaia di giovani, una festa , un momento di divertimento e di incontro tra studenti delle scuole secondarie ticinesi desiderosi di riflettere ed esprimersi in lingua italiana su aspetti e problemi della realtà contemporanea.
Difatti ogni anno I'happening ha proposto un argomento tra quelli più attuali e dibattuti dall'opinione pubblica e dai media , come la libertà oggi, l'amicizia, l'ecologia, l'educazione dei giovani.

La sfida dello scrivere
Quest'anno il concorso Scrivere fuori dai banchi, che è divenuto una prova di italiano vera e propria, ha interessato gli studenti di ogni scuola post-obligatoria del Canton Ticino, ai quali nella mattinata del 2 marzo scorso sono state concesse tre ore per lo svolgimento del tema assegnato.
II concorso prevede la premiazione dei primi tre temi classificati: il 1° premio con 500 franchi più 300 franchi in buoni libro, il 2° premio 400 franchi più 200 in buoni libro, il 3° premio con 300 franchi e 100 franchi in buoni libro. Come si vede si intende incoraggiare i giovani, con i buoni premio, a leggere ed orientarsi meglio nell'esperienza della lettura di opere contemporanee di loro scelta. Una finalità educativa da non sottovalutare.
La commissione giudicante, presieduta dal Direttore del Liceo Lugano 1 prof. Giampaolo Cereghetti, ha inoltre la facoltà di assegnare un premio speciale di 200 franchi in buoni libro all'elaborato che presenterà caratteristiche di particolare originalità, al di fuori dei tre temi premiati.
La cerimonia di premiazione sarà pubblica e si svolgerà giovedì 9 maggio (festa dell'Ascensione) al Palazzo dei Congressi di Lugano, alla presenza di studenti e di genitori, di insegnanti e di dirigenti scolastici, di giornalisti e operatori culturali svizzeri. Attualmente la Commissione sta leggendo e valutando gli elaborati redatti in marzo, in vista della selezione dei migliori.
Sul piano linguistico per la sfida dello scrivere fuori della scuola vengono seguiti alcuni criteri di valutazione ormai consolidati nelle diverse edizioni del concorso: aspetto espressivo formale (correttezza, originalità dello svolgimento e dello stile), aspetto contenutistico (pertinenza rispetto al tema proposto; capacità di approfondimento).

I ragazzi raccontano
Dell'ottavia edizione di Scrivere fuori dai banchi sono stati pubblicati i testi dei componimenti dei vincitori sul tema assegnato, molto attuale e complesso : la diversità, l'accoglienza e la convivenza con il diverso e con i valori di altre culture.
Si tratta di un tema che ha rappresentato una sfida difficile al mondo dei giovani ed alla loro concezione di vita e di rapporti sociali.
Lucia (liceo di Breganzona) parla dell'ingresso nella sua famiglia di un bambino adottato, Pietro, della grande avventura dell'accoglienza iniziata il 28 novembre 1993 e di tutte le cose della vita quotidiana. Compresi i sacrifici i sacrifici attraverso i quali non vorrebbe mai passare, ma quando capita che lui le dice: "sono arrivato in questa casa come un pacco e voi mi avete accolto. Allora capisco che il grazie che mi concede è talmente grande che uno diventa capace di perdonargli tutto. Quindi sì, sono disposta a pagare un prezzo di consacrargli del tempo, perché è anche grazie a questo che comincio a capire che voler bene può anche voler dire sacrificare la propria vita per un altro".
Diversa è l'esperienza raccontata da Laura (Liceo di Bellinzona ) che si trova "tra amici che hanno un'altra nazionalità, un'altra cultura, altri modi di pensare diversi dal mio, ma sono ragazzi e ragazze uguali a me che vanno a scuola come me e a volte sono così simili a me che 'diverso' non ha alcun senso. Qualcuno pero' potrebbe non condividere questa mia opinione. Perché? Perché un 'diverso' fa paura! Quanti, anche se ben lontani dalla xenofobia pensano con inquietudine a questa Svizzera piena di 'stranieri'? Però, chi più, chi meno, i ragazzi di nazionalità od origine diversa vengono accettati. Questo è certamente un arricchimento perché la vecchia frase 'chi trova un amico trova un tesoro' vale sempre e comunque. Ma ci sono altri ragazzi che fanno molta più fatica a farsi accettare, ragazzi che purtroppo hanno un handicap. Eppure accettare una ragazza o un ragazzo con un handicap è certamente un arricchimento, sempre".
Con sincera ammissione Stefano (Liceo Bellinzona ) riconosce la realtà delle situazioni in cui si trova a vivere. "Non volevo che piovesse, piove. Il mondo non lo decido io ,ma dovunque io mi giro, c'è. A volte cammino fischiettando e fingendomi disinteressato, mi volto di scatto a vedere - per distrazione magari il mondo era impreparato - ma sempre è lì e va avanti. Non é il mio controllo che lo guida, e ciò che incontro mi viene messo davanti agli occhi senza necessariamente il mio consenso Si tratta in generale di persone, eventi .... Ma le persone sono senz'altro le cose più interessanti che mi capiti d'incontrare nel mio cammino. Chi è diverso ? Si tratta di accettare? Una condizione che spero tutti vogliano raggiungere. Si tratta di avere un amore semplice per le cose che ci sono date. Per l'altro, che arricchisce la nostra vita, entrandovi discretamente o con grande prepotenza. L'altro è diverso in ogni caso, è come i bambini che dobbiamo fare gli occhi grandi, è piccolo, e dobbiamo ammirare catturati ogni gesto ed ogni espressione".
Originale è il racconto di Davide ( scuola professionale commerciale) che, in un tempo di attesa in aeroporto, osserva tutto quanto si muove intorno a lui, uomini e donne, tutti eguali e tutti cercavano la stessa cosa: la felicità. "Ognuno di loro cercava la felicità in modo diverso, nel modo che gli era stato insegnato ma la meta rimaneva la stessa e come la si raggiungeva non aveva alcuna importanza".

Proposte linguistiche
Certamente l'esperienza dello scrivere fuori dai banchi, che dovrebbe a nostro parere uscire dal Ticino ed estendersi a studenti di altre scuole secondarie di lingua italiana funzionanti in altri Cantoni della Confederazione, ha oltre a quello linguistico un grande valore formativo nello sviluppo della personalità del giovane.
Spesso oggi nella scuola c'è la tendenza a ridurre l'esperienza linguistica a semplice decodificazione e studio di testi già prodotti, trascurando i momenti concreti della comunicazione (orale e scritta) degli studenti e tra gli studenti.
Al di là di sperimentazioni e progetti scolastici, molti giovani presentano scarse capacità di costruire e di comunicare discorsi, scritti ed ancor più orali, in relazione alle loro personali esperienze ed ai problemi complessi della nostra società che, nell'epoca della globalizzazione e della multimedialità, rischia di trovarsi sommersa sotto la massa di informazioni prive di elaborazione critica da parte di giovani e non.
La scuoia, consapevole di questi nuovi compiti, deve saper lavorare per un miglioramento complessivo delle abilità linguistiche dei giovani e saper operare una funzionale distinzione fra educazione linguistica ed educazione letteraria.
Di fronte ai positivi risultati dell'esperienza linguistica ticinese ed alle conclusioni delle recenti ricerche sociolinguistiche sulle scuole canadesi rese note da Linda Hutcheon (di origine italiana per parte di madre), presidente della Modern Language Association, mi domando se non sia giunto il momento di riflettere su alcuni principi che hanno caratterizzato i programmi di educazione linguistica sia a livello di scuola primaria che di secondaria, segnatamente tenendo conto di quanto gli insegnanti sono riusciti concretamente ad attuare nelle loro scuole.
Se non sia ,inoltre, giunto il momento di operare una maggiore integrazione fra ambiti diversi, fra educazione linguistica ed educazione storica e culturale, al fine di introdurre nelle attività scolastiche una coscienza delle basi profonde, individuali e sociali, di ogni arte del discorso.
Più ampi obiettivi educativi sono desiderabili, conclude la Hutcheon e sono importanti non solo per la generale salute economica e sociale della nazione, ma anche per la vita personale e professionale del giovane, di un cittadino bene informato e capace di pensare criticamente(viga)

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